Sezione A.R.I R. Balboani di Vicenza
Radioamatore: perchè, come e dove...
Che significato ha oggi l'attività del radioamatore? Oggi navighiamo su Internet, siamo avviluppati dai campi elettromagnetici dei telefonini, dei ricevitori televisivi, dei forni a microonde; a casa possiamo vedere la TV mondiale via satellite, in macchina si può individuare con precisione quasi centimetrica la propria posizione per mezzo del GPS
Tutte queste novità elettroniche rendono la "Radio" una cosa obsoleta, un mezzo di comunicazione forse ormai superato ... o no?
Ma nell'attività del radioamatore c'è ancora qualcosa di diverso. Forse è ancora percepibile uno spirito di avventura che la TV digitale e Internet non possono fornire.
Per esempio ecco la possibilità dell'esplorazione di nuove frontiere tecniche e della scienza delle radiocomunicazioni fatta in prima persona, spesso con la preparazione e la costruzione degli apparecchi e delle antenne necessarie, con l'impiego di tecniche digitali e non, con l'ascolto e la trasmissione su frequenze sparse su tutto lo spettro delle onde radio, dalle lunghissime VLF (quasi degli ultrasuoni), alle EHF regno delle microonde ed oltre.
Ecco l'emozione del contatto diretto e immediato via radio con persone di tutte le parti del mondo, con l'utilizzo delle lingue straniere magari imparate a scuola e non più utilizzate nella vita normale. E dove non arriva la voce, si ricevono ancora chiaramente i deboli punti e linee del Codice Morse che permette al segnale di superare qualsiasi distanza, anche di arrivare dall'altra parte del globo. L'avvenuto collegamento è spesso coronato dall'arrivo della famosa cartolina QSL, magari inserita in una busta affrancata con francobolli esotici, nella quale sono descritte le modalità dell'avvenuta trasmissione assieme ad altre informazioni che aprono un'interessante finestra su realtà spesso diversissime dalla nostra.
Ecco la fattiva partecipazione alle radiocomunicazioni di emergenza in occasione di calamità naturali, quando l'energia elettrica e i telefoni non sono disponibili, e solo i radioamatori con i loro apparati personali possono permettere alla Protezione Civile di coordinare i soccorsi. L'impegno profuso nell'attività di prevenzione dai gruppo di protezione civile dell'A.R.I. è stato costante, dalle inondazioni del Polesine negli anni '50 e via via durante tutte le calamità che hanno perseguitato il nostro Paese, fino ai nostri giorni.
Inoltre "Radio" è cultura, è storia scritta ormai da più di un secolo, iniziata con il famoso colpo di fucile che avvertiva Guglielmo Marconi del successo del primo esperimento, proseguita tra le due guerre mondiali e che continua oggi con i collegamenti tra i radioamatori e gli astronauti della "MIR" e della "International Space Station"; storia che si può studiare, collezionare, riportare in vita riparando, esaminando ed ascoltando vecchi apparecchi civili e militari.
Tutto questo e altro ancora può essere legalmente alla portata di chi si avvicina al "Radiantismo", come viene definita dai media la passione per la Radio, e che dopo un esame di teoria e di pratica ottiene dal Ministero delle Poste e Telegrafi la patente di operatore radio, ed una sigla (nominativo) riconosciuta a livello internazionale.
L'Associazione Radioamatori Italiani (A.R.I.) conta circa 15.000 iscritti, è la filiazione italiana della I.A.R.U. (International Amateur Radio Union), e ogni anno organizza corsi per radioamatori; a Vicenza negli anni scorsi ha chiesto la collaborazione dell'Istituto Tecnico Industriale A. Rossi, che tra le varie specializzazioni ha appunto quella delle Telecomunicazioni. L'Istituto ritenendo valida l'iniziativa, ha reso disponibile l'utilizzo serale di un'aula per gli iscritti al corso, e ai Radioamatori già patentati che si sono alternati per le spiegazioni alla lavagna è sembrato di tornare indietro con gli anni, quando anche loro frequentavano da studenti la stessa scuola.
Lucio Roetta, IK3HIA
E' l'Associazione Radioamatori Italiani, fondata nel 1927 da Ernesto Montù (a quel tempo Associazione Radiotecnica Italiana), uno dei primi radioamatori del nostro Paese, Presidente Onorario dell'A.R.I., dall'anno di fondazione sino al 1939, è stato Guglielmo Marconi.
Nel 1950 l'A.R.I. è stata eretta in Ente Morale con Decreto dell'allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
L'A.R.I. è guidata da un Consiglio Direttivo, eletto ogni tre anni tra tutti i soci che hanno raggiunto la maggiore età; un componente dello stesso Consiglio è invece nominato dal Ministero delle Telecomunicazioni. Il Sodalizio cerca di adempiere nel miglio modo possibile agli scopi statutari, nell'interesse dei soci e di tutti i radioamatori italiani. In particolare:
a) pubblica mensilmente Radio Rivista, Organo Ufficiale, su cui appaiono informazioni organizzative e operative di grande interesse per i radioamatori, nonché articoli tecnici scritti dai radioamatori stessi, alcuni a livello pratico e descrittivo, altri a livello culturale più elevato; i collaboratori sono per lo più radioamatori, che nella vita esercitano le attività più disparate, altre volte tecnici e ricercatori professionisti che non hanno dimenticato di dovere molto al radiantismo.
b) cura la spedizione delle QSL (le cartoline che confermano i collegamenti), direttamente o tramite le Sezioni, per tutti i soci da e per tutte le associazioni di radioamatori mondiali riconosciute.
c)tutela i diritti dei soci nei riguardi di enti e autorità, e li rappresenta nelle Conferenze internazionali, direttamente o tramite la I.A.R.U. (l'organismo di cui fanno parte tutte le associazione radioamatoriali riconosciute a livello mondiale, una per ogni stato), difendendo le gamme radiantistiche dalla sempre incombente minaccia di invasione da parte di altri servizi radio.
d)Fornisce ai soci consulenza legale per eventuali cause o diatribe riguardanti l'attività radioamatoriale.
e)Garantisce agli iscritti una assicurazione per danni derivati dalle o alle proprie antenne.
L'iscrizione all'A.R.I. avviene per il tramite delle Sezioni a cui ogni aspirante socio è invitato a rivolgersi anche per ogni informazione relativa all'attività radiantistica. Non è necessario essere radioamatore per iscriversi e ricevere Radio Rivista.
La Sezione di Vicenza si trova nel quartiere dei Ferrovieri, presso il Circolo del Dopo Lavoro Ferroviario in via G. Vaccari n° 8; la serata dell'apertura settimanale è al mercoledì sera. L'indirizzo postale è: A.R.I. Associazione Radioamatori Italiani - P.O. Box 300 - 36100 Vicenza (Italy). L'email e': arivicenza@arivicenza.it
La Segreteria Generale A.R.I. - Via Scarlatti 31 - 20124 Milano (tel. 02 - 6692192) è comunque sempre a disposizione degli aspiranti soci per qualsiasi tipo di notizia sull'argomento. Essa potrà inoltre facilitare la presentazione di aspiranti a quelle Sezioni per le quali essi dovessero segnalare difficoltà nell'entrare in contatto
Per considerarsi tale il radioamatore deve essere autorizzato alla trasmissione (conseguire cioè la cosiddetta "patente" il "nominativo" e la successiva "Autorizzazione"), e deve possibilmente essere iscritto ad una associazione di radioamatori riconosciuta dalle autorità di tutti i paesi del mondo, per poter in tal modo scambiare efficacemente i rapporti di collegamento.
Come si fa ad ottenere tutto questo? Occorre anzitutto acquisire un po' di conoscenza della radiotecnica , lo studio di tale materia e' necessario per superare un test d'esame ed ottenere la "patente". Sempre per tale Test Inoltre sono necessarie cognizioni sui regolamenti e sulle norme di utilizzo delle frequenze lasciate in uso ai radioamatori. Saranno esonerati dalla prova d'esame gli aspiranti al conseguimento della patente che siano in possesso di uno dei seguenti titoli:
Ci si deve familiarizzare con le abitudini dei radioamatori, e per farlo la cosa migliore è l'ascolto delle gamme radiantistiche. L'attività di ascolto delle onde corte, le VHF e UHF ecc e' libera, e si puo' ottenere dal Ministero delle Telecomunicazioni un nominativo d'ascolto senza dover superare esami.
Le stazioni di ascolto (dette anche S.W.L. Short Wave Listener) - se iscritte all'A.R.I. - hanno diritto alla spedizione gratuita delle QSL da e per tutto il mondo, tramite le Sezioni dell'A.R.I. stessa e le analoghe associazioni degli altri Paesi.

Per apprendere quanto occorre a superare il Test d'esame, necessario al conseguimento della patente, il candidato deve acquisire cognizioni su argomenti di elettrologia, radiotecnica e sui regolamenti internazionali delle telecomunicazioni, così come indicato dal Decreto Ministeriale (Vedi Regolamento Radiantistico) Le nozioni relative a tali argomenti si possono apprendere consultando e studiando su appositi testi, meglio se scritti da radioamatori per i radioamatori.
Seguendo queste indicazioni, è possibile a chiunque disponga di un minimo di buona volontà, ottenere una sufficiente preparazione per superare l'esame in modo corretto.
L'ascolto delle stazioni in onde
corte (S.W.L.)
Per procedere all'attività di ascolto è sufficiente procurarsi un buon ricevitore che possa coprire le gamme delle onde corte da 0 a 30 MHz, un filo steso tra due isolatori potrà costituire già una buona antenna, per ascoltare le VHF e UHF (onde ultracorte) sarà necessario un ricevitore specifico, normalmente uno scanner e una buona antenna esterna tipo "Discone" utile ottenere i migliori risultati; Non e' necessaria nessuna autorizzazione per l'ascolto delle Onde Corte, il Ministero delle Telecomunicazioni potrà tuttavia rilasciare su richiesta un nominativo S.W.L. su domanda dell'interessato ed invierà un attestato con l'indicazione di una sigla di due lettere, corrispondente alla sede dell'ufficio ministeriale regionale, ed un numero progressivo. Tale nominativo sara' utile per l'invio e la ricezione delle cartoline dei rapporti d'ascolto.

Patente di
Radioamatore
Iscrizione agli esami per l'ottenimento della patente
Riassumendo le disposizioni contenute nel Decreto che disciplina in Italia l'attività radiantistica e nelle successive disposizioni amministrative (Decreto Legislativo 1 agosto 2003 n° 259 e relativo Regolamento di attuazione) , ecco come occorre procedere per ottenere la patente di operatore, primo passo per ottenere poi la licenza di radioamatore.
La patente, infatti, abilita all'esercizio di una stazione radiantistica (in pratica come la patente automobilistica abilita alla guida di un automezzo), ma non autorizza ancora chi ne è titolare a possedere una propria stazione, per avere la quale occorre conseguire l'Autorizzazione.
La patente permette l'utilizzo di tutto lo spettro delle frequenze adibite all'uso amatoriale da pochi KiloHertz ai GigaHertz, a partire dalle onde lunghe fino alle microonde, con potenza massima ammessa di 500 Watts.
Il Ministero Telecomunicazioni indìce ogni anno, di norma, due sessioni di esami per il conseguimento della patente: solitamente in giugno ed in novembre, se non ci sono molti inscritti viene svolto solo l'esame di novembre.
La domanda di ammissione agli esami deve essere indirizzata al Ministero Telecomunicazioni - Ispettorato Territoriale competente per territorio sulla località dove il richiedente è domiciliato.
Poiché alcuni Ispettorati Territoriali estendono la loro competenza su due Regioni, nel caso sussista incertezza, potranno essere richieste informazioni al Ministero o alla Sezione ARI del luogo di residenza.
Il termine utile per la presentazione delle domande per gli esami della sessione primaverile è il 30 aprile; quello della sessione autunnale è invece il 30 settembre di ogni anno. Il limite di età è per il conseguimento della patente è di 16 anni.
Nella domanda di ammissione agli esami non dovranno essere compresi documenti relativi alla richiesta dell'Autorizzazione all'impianto della stazione quest'ultima potrà essere richiesta al Ministero soltanto dopo aver conseguito la patente di operatore e il nominativo.
L'esame per il conseguimento della patente di operatore di stazione di radioamatore consiste in una prova scritta di radiotecnica sotto forma di test, con alcune domande che prevedono la scelta della giusta risposta tra alcune proposte, altre domande saranno dedicate alla spiegazione di semplici circuiti ed alla norme del Regolamento dei radioamatori . Della Commissione esaminatrice fa sempre parte un rappresentante dell'A.R.I.
Dopo il conseguimento della Patente il radioamatore riceve dal Ministero Telecomunicazioni un nominativo personale (es: IZ3AAA - sono sei caratteri dei quali il primo e' la "I" di Italia, il secondo e' una lettera casuale, il terzo carattere è il numero corrispondente alla regione italiana di residenza, per il Veneto sarà il 3; seguono poi altre tre lettere casuali). Una volta in possesso del nominativo si puo' far richiesta dell'Autorizzazione per l'impianto della stazione e così sara' possibile iniziare l'attività; in alternativa si puo' trasmettere utilizzando la stazione di un altro radioamatore già in possesso di Autorizzazione. La patente di Radioamatore e' sempre valida mentre l'Autorizzazione ha validità di 10 anni ed è rinnovabile. Per il mantenimento della validità dell'Autorizzazione è necessario pagare un canone annuale al Ministero Telecomunicazioni, che consiste in 5 euro.
I versamenti in c.c.p. vanno intestati ai rispettivi Ispettorati Territoriali di cui all'elenco riportato qui: >>.
Da notare che l'Autorizzazione è rilasciata solo a chi abbia raggiunto il sedicesimo anno di età. Come abbiamo visto prima, chi ha conseguito il diploma o laurea in Elettronica o che abbia conseguito determinate esperienze durante la carriera militare e' esonerato dall'obbligo di sostenere gli esami per conseguire la patente di radioamatore. Informazioni più dettagliate in merito e fac simili delle domande sono inserite nel decreto e Regolamento raggiungibili dai links qui sotto.
RTX VHF Kenwood mod. TS-711 Ritorna alla pagina iniziale Ritorna all'inizio pagina